Il principio di adattamento. Senza di questo non raggiungerai mai nessun risultato

Una delle caratteristiche principali degli esseri viventi e che garantisce la sopravvivenza è la capacità di adattarsi alle diverse situazioni ambientali nelle quali ci si viene di volta in volta a trovare.

Se l’organismo umano non fosse dotato di questa straordinaria capacità, andrebbe incontro a morte certa. Prova infatti ad immaginare se il nostro organismo non fosse in grado di rispondere positivamente al caldo, al freddo, alle malattie e agli altri fattori di stress (tra cui l’esercizio fisico) ai quali va incontro. In poche parole la vita non sarebbe possibile.

Per lo stesso motivo, se questo principio NON viene sfruttato nell’ambito del nostro percorso di allenamento, stiamo sostanzialmente perdendo tempo. In questo articolo vedremo quali sono queste situazioni (purtroppo molto frequenti nelle palestre) e capiremo il perché andrebbero evitate come un brutto male.

Se leggerai fino in fondo questo articolo capirai il significato più profondo di una frase che dico spesso:

“L’allenamento giusto non esiste. Esiste invece l’allenamento giusto per te in uno specifico momento”.

Quante volte ti è capitato di svolgere per mesi e mesi lo stesso allenamento o comunque di non seguire nessun filo logico nella progressione del carico di allenamento?

Devi sapere che stai rischiando di perdere tempo, denaro e di mettere a rischio l’integrità stessa del tuo corpo.

SE NON STAI SFRUTTANDO IL PRINCIPIO DI ADATTAMENTO STAI PERDENDO TEMPO

Partiamo da un pizzico di teoria

La capacità del nostro corpo di adattarsi agli stimoli esterni che tendono a disturbarlo, si riassume in un insieme di processi che prende il nome di OMEOSTASI.

L’omeostasi è, in sintesi, l’insieme di reazioni che l’organismo mette in atto per mantenersi in una situazione di equilibrio, nonostante gli stimoli che provengono dall’ambiente esterno.

Ogni volta che ci alleniamo sottoponiamo il nostro organismo ad uno stimolo (stress) che interferisce con questo equilibrio fisiologico (omeostasi) e tende a disturbarlo. Ecco quindi con il nostro corpo reagisce con una serie di azioni di compenso con l’obiettivo di ristabilire l’equilibrio alterato.

Quando si parla di allenamento, lo stimolo (stress) a cui sottoponiamo il nostro corpo prende il nome di STIMOLO ALLENANTE.

Qual è lo stimolo allenante giusto?

Questa è la classica domanda da un milione di dollari.

Iniziamo col dire che uno stimolo di bassa entità e/o di breve durata sarà in grado di alterare solo lievemente lo stato di omeostasi del nostro organismo = risultati scarsi!

Al contrario, uno stimolo di maggiore entità e/o di lunga durata comporterà degli effetti molto più evidenti sul nostro corpo = maggiori risultati!

La scelta dello stimolo allenante all’interno di un percorso di allenamento rappresenta proprio il tocco più importante per determinare un effetto che porti nella direzione dell’obiettivo fisico personale.

Inneschiamo il principio di ADATTAMENTO

Il nostro organismo, innescando la sua capacità di adattamento alla ricerca di una nuova situazione di omeostasi, può andare incontro a modificazioni morfo-funzionali consistenti che, a seconda della tipologia di stimolo allenante scelto, può toccare il sistema respiratorio, circolatorio, muscolare, scheletrico, enzimatico, endocrinologico e tanti altri ancora.

Quindi l’allenamento determina delle modificazioni corporee a vari livelli (adattamento), come risposta ad uno stimolo (stress).

Queste modificazioni corporee si possono distinguere in due tipologie principali:

  • –  AGGIUSTAMENTO===>>> è la risposta acuta, rapida e temporanea allo stimolo allenante (come ad esempio la variazione della frequenza cardiaca), che NON è stabile nel tempo; ovvero tende a risolversi immediatamente quando viene interrotto lo stimolo;
  • –  ADATTAMENTO===>>> è la risposta cronica, che avviene più lentamente e che risulta più resistente nel tempo (ad esempio aumenta il volume muscolare).

La conseguenza di questo processo di adattamento a cui va incontro il nostro organismo quando viene ripetutamente sottoposto ad uno stimolo allenante significativo, determina un aumento della capacità di lavoro.

Il concetto di ALLENABILITA’

L’allenabilità è la capacità di un organismo di adattarsi agli stimoli allenanti a cui è sottoposto. Questa capacità dipende da fattori genetici e dall’età (tutti fattori che un bravo trainer deve considerare), ma anche e soprattutto da come viene organizzato il percorso di allenamento.

Ed è proprio su quest’ultimo fattore che troppo spesso regna una assoluta ignoranza da parte di chi, invece, dovrebbe organizzare e controllare il percorso di allenamento che porta verso l’obiettivo desiderato.

Ecco quando il principio di adattamento NON viene sfruttato!

Ora che abbiamo chiarito il perché questo principio di adattamento è essenziale per ottenere qualche buon risultato dai nostri allenamenti, andiamo a capire quali sono le situazioni pericolose (e che andrebbero quindi evitate), nelle quali questo principio viene completamente ignorato.

  1. Quando ti alleni A CASO
    Ogni volta che ti alleni senza seguire un percorso logico e ben strutturato da parte di un professinista, stai probabilmente perdendo tempo. Infatti, il rischio è quello di sottoporre il tuo corpo ad uno stimolo allenante troppo basso o troppo alto o addirittura sbagliato (ad esempio se vai a stressare un sistema energetico che sta ancora recuperando dall’allenamento precedente).
  2. Quando segui un CORSO COLLETTIVO
    Se ti alleni seguendo un corso collettivo (non importa se si tratta di gruppi piccoli, medi o grandi), sei in una situazione dove l’istruttore di turno propone uno stimolo allenante che possa in qualche modo, secondo il suo intuito (?), andare bene un po’ per tutti. Per ovvi motivi questo non potrà mai essere uno stimolo ben ottimizzato per il tuo caso specifico. Un vero controsenso.
  3. Quando i tuoi allenamenti NON vengono monitorati
    Per quanto un trainer possa essere esperto (e già questo è tutt’altro che scontato), non sarà mai in grado di verificare con precisione l’entità del carico allenante che sta proponendo con la sola forza del pensiero. L’unico modo per essere certi di andare nella direzione giusta è quello di utilizzare un sistema di valutazione e monitoraggio dei vari parametri che costituiscono l’allenamento stesso (come ad esempio la durata, i carichi utilizzati, ecc…).

Quali sono i fattori che permettono di innescare correttamente il principio di adattamento?

La reazione del nostro corpo ad uno stimolo allenante nel tentativo di ripristinare una condizione di equilibrio, prende il nome di SUPERCOMPENSAZIONE.

Quindi una persona che si allena con un certa regolarità, innesca un ciclo continuo di ADATTAMENTO – RISPOSTA agli stimoli (esercizi).

Va da sé che questi stimoli devono essere ben calibrati sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo che quantitativo.

Per fare questo bisogna anche conoscere i tempi fisiologici di recupero dei vari sistemi che vengono stressati dall’allenamento. Da qui l’importanza di definire, ad esempio, il numero di allenamenti settimanali e la cadenza degli stessi nel tempo.

Ora inizi a capire perché un trainer che si preoccupa solo di scegliere quale musica farti ascoltare non può esserti di aiuto?

Il CARICO DI ALLENAMENTO che scegliamo per il nostro allenamento deve tenere in considerazione il giusto mix dei seguenti parametri:

– Intensità
– Durata
– Densità
– Quantità
– Frequenza

LA SOLUZIONE ===>>> Il sistema di Allenamento Sequenziale

Allenamento Sequenziale è il sistema professionale di allenamento che è in grado di calcolare, monitorare e valutare nel tempo l’insieme di questi parametri al fine di sottoporti ogni volta al carico di allenamento ideale per il tuo obiettivo.

Tutto questo richiede l’applicazione di un metodo che prevede, in ultima analisi, tappe periodiche di valutazione e l’aggiornamento costante del percorso di allenamento.

“L’allenamento giusto non esiste. Esiste invece l’allenamento giusto per te in uno specifico momento.”

Mi capita troppo spesso di sentire frasi del tipo: “sto seguendo questo allenamento da X anni o mesi” (il periodo massimo che ho sentito è 4 anni).

Ti rendi conto? Una persona ha seguito per 4 anni lo stesso identico allenamento. Questa cosa è assolutamente folle oltre che completamente priva di senso riguardo la possibilità di innescare e sfruttare il principio di adattamento.

Sei anche tu in questa situazione?
Se si, credo sia arrivato il momento di prendere in mano la situazione cambiare qualcosa. E per farlo puoi iniziare da Start Training!

 

Buon allenamento!

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